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NOVITA' - Attribuzione del cognome materno ai figli di genitori italiani nati all’estero

Data:

07/03/2017


NOVITA' - Attribuzione del cognome materno ai figli di genitori italiani nati all’estero

La Corte Costituzionale con sentenza n. 286 datata 8 novembre - 21 dicembre 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1^ serie speciale - Corte Costituzionale n. 52 del 28 dicembre 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma, desumibile da un'interpretazione sistematica di alcune disposizioni del codice civile e dell'Ordinamento dello Stato civile (R.D. 1238/1939 e D.P.R. 396/2000), nella parte in cui non consente ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio, al momento della nascita, anche il cognome materno oltre a quello paterno.

Già prima della citata sentenza della Corte Costituzionale, gli atti di nascita afferenti a doppi cittadini nati all'estero potevano essere trascritti in Italia anche se recanti cognomi diversi da quello attribuibile in base alla normativa italiana, fatta salva la diversa manifestazione di volontà del soggetto interessato.

In ragione della pronuncia del giudice costituzionale, ora, anche gli atti di nascita stranieri di figli di genitori entrambi esclusivamente italiani, presentati per la trascrizione in Italia, che già rechino il cognome materno IN AGGIUNTA a quello paterno diventano ricevibili nell'ordinamento italiano, purché accompagnati da prova della comune volontà dei genitori in tal senso.

La dichiarazione concernente l'attribuzione del cognome materno potrà essere compilata e sottoscritta dagli esercenti la responsabilità genitoriale presso l'Ufficio consolare, oppure inviata per posta, per via telematica (PEC o posta elettronica ordinaria) o per fax unitamente ad una copia fotostatica del proprio documento di identità (ai sensi del combinato disposto degli artt. 38, comma 3 del D.P.R. n. 445/2000 e 65, comma 1, lett. c) del D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82). La firma del dichiarante non cittadino dell'Unione Europea e residente all'estero deve essere autenticata nei modi previsti dalla vigente normativa da parte del funzionario che riceve la dichiarazione, previa identificazione del dichiarante, ovvero tramite autentica da parte di autorità straniera, debitamente legalizzata.


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